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Quando, durante i The Game Awards, è stata resa disponibile una demo gratis di Pragmata, mi sono subito chiesta come sarebbe andata su Steam Deck.
Anche, poi, considerando che il gioco è realizzato con RE Engine, che non va sempre d’accordo con gli handheld (chiedete a Dragon’s Dogma II o a Monster Hunter Wilds, per capirci).
Così sono corsa a provarlo e, con sorpresa, devo dire che se la cava, anche se è necessario qualche piccolo accorgimento tecnico per assicurarsi che il gioco si avvii correttamente, come il cambiamento della versione di Proton.
Vediamo tutto insieme.
Pragmata
Questo articolo è basato sulla demo Sketchbook disponibile su Steam.
Cos’è Pragmata
Annunciato ormai parecchi anni fa, a inizio generazione, Pragmata era diventato un oggetto misterioso che Capcom ha accettato di rinviare a tempo indeterminato, per dargli la forma che voleva. Fissato il lancio per aprile 2026, ora sembra pronto a farsi toccare con mano dal pubblico.
Si tratta di un action adventure in terza persona dove controllate Hugh, un super avventuriero spaziale che si accompagna alla piccola Diana, una androide dall’aspetto di una bambina, che ha un grande talento per l’hacking.
Unendo i loro talenti, i due protagonisti all’apparenza così distanti dovranno capire cosa sta succedendo nella stazione lunare in cui si trovano e affrontare decine di androidi improvvisamente ostili.
Migliori impostazioni per Pragmata su Steam Deck
È necessario selezionare tra le opzioni di avvio Proton Experimental per fare in modo che Pragmata si avvii correttamente su Steam Deck. Significa che, una volta scaricata la demo:
- Cliccate sulla copertina del gioco nella dashboard.
- Cliccate sull’icona dell’ingranaggio sulla destra per aprire le impostazioni del gioco
- Selezionate la voce Proprietà.
- Dal menù, scegliete Compatibilità.
- In questa schermata, mettete la spunta √ sulla voce Forza l’utilizzo di uno strumento specifico di compatibilità per Steam Play.
- Dall’elenco a discesa, selezionate Proton Experimental.
Una volta fatto, dalla schermata delle impostazioni raccomando:
Grafica
- Modalità di visualizzazione: finestra senza bordi
- Risoluzione schermo: 1280×800
- Frame rate: massimo 60 fps
- V-Sync: no
- Qualità illuminazione globale: bassa
- Upscaling: no
- Qualità immagine: 100%
- Risoluzione dinamica: sì
- Generazione frame: sì
- Qualità dei capelli: bassa
- Qualità texture: media, 1 GB
- Filtro texture: alta (ANISO 4X)
- Qualità delle mesh: media
- Qualità delle ombre: minima
- Cache ombre: sì
- Ombre prospettiche: sì
- Qualità effetti: bassa
- Qualità video: full HD
- Anti-aliasing: FXAA + TAA
- Occlusione ambientale: SSAO
- Luci volumetriche: alta
- Bloom: sì
- Riflessi: sì
- Translucenza: no
- Motion blur: no
- Lens flare: sì
- Distorsione lente: sì con cromatismo
- Profondità di campo: sì
Esperienza di gioco
L’esperienza di gioco è sorprendentemente buona: gli scenari, almeno nella demo, sono abbastanza contenuti da non risultare “soffocati” nei loro dettagli dallo schermo piccolo di un PC handheld come Steam Deck. Oltretutto, ci sono abbastanza opzioni grafiche da scalare l’esperienza dal punto di vista tecnico, in modo che rimanga fluida con un livello di dettaglio sufficiente per un 7″ o un 7,4″.




L’uso della generazione di frame non risulta proibitivo come su altri giochi, dove può generare un vistoso input lag. Qui non l’ho percepito (io, ad esempio, trovo fastidioso anche quello che genera il Lossless scaling, per capire la mia sensibilità al problema) e permette di giocare rimanendo vicini ai 60 fps con i frame generati dall’FSR.
Per godersi meglio l’esperienza ho preferito tenere attivata la risoluzione dinamica ma disattivare tutte le impostazioni dell’upscaling, che erano troppo aggressive e “mangiavano” la definizione dell’immagine.
Nel complesso, è venuta fuori un’esperienza piacevole da guardare, fluida da giocare e che si adatta anche piuttosto bene alla fruizione in handheld, dato che la sessione di gioco è abbastanza breve. Segnalo poi che si può anche ingrandire l’interfaccia, sottotitoli inclusi, per vedere meglio.
Difficoltà delle impostazioni
Le impostazioni possono essere un po’ complesse più che altro per chi ha poca confidenza con questo mondo, o per chi già si bloccherà all’avvio del gioco non capendo perché non si avvia correttamente (ribadisco la raccomandazione per Proton Experimental!).
Tuttavia, ciò che conta è tenere d’occhio anche l’uso stimato della memoria video, che il gioco mostra nella schermata delle opzioni grafiche: in questo modo, potete farvi facilmente un’idea di quanto siete al limite.
Senza l’aiuto del frame generator incluso il gioco è un po’ instabile, nel senso che spazia facilmente dai 50 ai 30 fps scarsi. Considerando che non genera ritardi fastidiosi, quindi, in questo gioco consiglio di tenerlo attivo per evitare il saliscendi dei frame, oppure di bloccare gli fps a 45 direttamente da Steam Deck, in modo da evitare i picchi.
Ne vale la pena?
Devo dire di sì: non me lo aspettavo, visti i precedenti di RE Engine e lo sviluppo travagliato del gioco, ma Pragmata su Steam Deck da questa prima demo sembra fattibile. Bisognerà vedere se reggerà botta quando gli scenari saranno più aperti e più ricchi, come alcuni di quelli visti nei video promozionali.
Nel complesso, però, il gioco se la cava bene e mi ha anche intrigata con il suo sistema di combattimento/hacking coordinato.


