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Non penso di stupire nessuno, nel dirvi fin da adesso che Crimson Desert su Steam Deck è una chimera che non si può realizzare.
A dire la verità, il gioco è complicato anche sugli altri PC handheld, ma non per il suo imponente comparto tecnico: lo è, piuttosto, per la sua instabilità in fase di avvio.
Ma andiamo con ordine e vediamo perché non vi raccomando nemmeno di provarci se avete Steam Deck, e perché potreste avere qualche grattacapo anche sugli altri PC handheld (con qualche eccezione).
Crimson Desert
Cos’è Crimson Desert
Fin dal suo annuncio, Crimson Desert si è fatto notare per l’idea di proporre un open world immenso dove praticamente si può fare tutto quello che ti passa in mente – dallo scontrarsi con i briganti a passare la giornata a pescare e godersi i bei laghi.
Gli scenari lussureggianti, il campo visivo profondissimo e le cittadine in cui si scorrazza fanno perdonare anche un comparto narrativo che praticamente è inesistente, a patto di avere la forza di superare i primi due atti che sono una sorta di tutorial che vi vomita addosso missioni alla rinfusa, all’apparenza prive di capo e coda.
Superata quella fase, il gioco si apre permettendovi di sbizzarrirvi nel mescolare le sue tante, tantissime (troppe?) meccaniche di gameplay che si sovrappongono, nel tentativo di realizzare un Kliff, il protagonista, che abbia uno stile tutto vostro di rapportarsi a questo continente così pericoloso e rigoglioso.
Migliori impostazioni per Crimson Desert su Steam Deck
Purtroppo non ci sono migliori impostazioni: è difficile anche solo provare a modificarle (ogni movimento nel menù richiede secondi su secondi e rischia di mandare in freeze il gioco) e, qualora ci riusciste, non ci sono impostazioni che permettono di giocare dignitosamente su Steam Deck, almeno per ora.
Esperienza di gioco
Su Steam Deck l’esperienza di gioco non è possibile. Avviandolo, si rimane già impantananti nella schermata iniziale e il tentativo di modificare le impostazioni è vano, più che altro perché ogni vostro click manda quasi in crash il gioco, richiedendo un tempo mostruoso per provare anche solo ad avviarlo.
Non solo: non riconoscendo l’hardware di Deck, Crimson Desert si avvia cercando di renderizzare in 4K e con il preset di qualità più alta, il che rende le cose ancora più complicate.
Se anche doveste riuscire ad avviarlo, l’esperienza sarebbe ingiocabile: sia perché non avrebbe senso viverle in modo così tecnicamente compromesso, sia perché dal punto di vista tecnico è impossibile trovare un equilibrio che rimanga sopra i 30 fps, senza crollare a 12-13 fps.
Difficoltà delle impostazioni
La difficoltà sta nel fatto che è impossibile muoversi in tempi ragionevoli nel menù delle impostazioni. Se ci si riuscisse le impostazioni in realtà sono ordinate e ben suddivise con i vari preset, e l’ottimizzazione non è nemmeno così da buttare (come vedremo nel paragrafo sugli altri PC handheld). Il punto è che non ci si riesce in tempi umani.
Ne vale la pena?
Chiaramente no, non c’è nessun buon motivo al momento per rischiare di comprare Crimson Desert per giocarci su PC. Di base, esperienze così dense di dettagli sono migliori vissute su desktop, ma in questo caso non è un consiglio: è solo l’unico modo possibile per giocarci.
E sugli altri PC handheld?
Anche qui la situazione è… curiosa. Parto dalle buone notizie: ho fatto un bel po’ di ore su Legion Go 2 senza problemi di compatibilità di nessun tipo. Anzi, sul suo schermo grande il gioco si difende anche abbastanza bene e, anche senza frame gen, rimane sopra i 30 fps abbastanza stabilmente. Solo che, a volte, può capitare che crashi in avvio, nel caricamento del salvataggio, rimanendo nella schermata freezata per un tempo indefinito. Non è chiaro quando accade e quando no: con il medesimo salvataggio, a volte succede e a volte no, è un po’ un terno al lotto. Diciamo che su Legion Go 2 succede meno spesso che sulle altre.
Su ROG Xbox Ally X, ad esempio, sono riuscita ad avviare il mio salvataggio solamente una volta. Testato dopo l’ultima patch, il gioco si freeza quasi sempre nella schermata di caricamento del salvataggio. E, quando sono riuscita a caricare, ha avuto un freeze dopo una decina di minuti mentre ero in-game, quindi non sono riuscita a giocarci davvero come invece ho fatto su Legion Go 2. Curioso, dato che sotto la scocca entrambe hanno Z2 Extreme.
Su MSI Claw 8AI+ la situazione è diversa: inizialmente non si avviava proprio, perché non supportava Intel. Dopo l’ultima patch, Crimson Desert parte segnalando che vorrebbe un driver diverso dall’ultimo disponibile di Intel (ma nella schermata di avviso in realtà non indica nessun numero di driver consigliato, raccomando il numero 0.0 e segnala che è installato lo 0.0, quindi è un messaggio di errore che contiene errori). “Parte”, anche qui, va messo tra virgolette, perché nei giorni di prova non sono mai riuscita a farlo avviare correttamente: qui non va in freeze nella schermata di animazione del caricamento, ma prima. Semplicemente, provando con vari salvataggi, la schermata rimane nera all’infinito, fino a quando Windows non notifica che l’applicazione non risponde.
All’infuori che su Legion Go 2, insomma, per il momento non parliamo di un’esperienza da handheld. Peccato, perché quando parte in realtà Crimson Desert si diverte benino e la sua densità di attività ben si presta anche a una fruizione portatile, in cui ci si intrattiene per brevi momenti con cose molto diverse tra loro.
Vedremo se e come migliorerà con future patch, anche perché fa sorridere che la Xbox Mode lo indichi come “ottimizzato per handheld”, dato che serve molta fortuna anche solo per riuscire ad avviarlo. Speriamo che Pearl Abyss ci metta una pezza, quantomeno sui PC handheld con Windows dove tecnicamente il gioco può girare, ma ha evidentemente problemi di stabilità in avvio.
Per completezza, segnalo che invece non ho nessun problema (con gli stessi salvataggi) sul mio PC desktop, dove monto una onesta 4060Ti.


