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I pesi massimi hanno un po’ preso il sopravvento, per quanto riguarda il panorama delle console portatili. Sarà per questo che, quando qualche settimana fa ho ripreso in mano Nintendo Switch Lite dopo un bel po’ di tempo, sono rimasta sorpresa: perché effettivamente è portatile.
Venendo da pesi massimi (che però sono PC) come MSI Claw 8 AI+, o Legion Go 2, non ero più abituata a giocare tenendo in mano una console che effettivamente ti entrerebbe nella borsetta.
E questo è l’aspetto che mi ha fatto riflettere, perché alla fine – compatibilmente a cosa avete intenzione di giocarci – potrebbe davvero essere un best buy proprio ora, nel 2026, per chi sta cercando una console portatile da portarsi dietro per divertirsi un po’.

L’importanza dei giochi
L’appetibilità di Nintendo Switch Lite nel 2026, va da sé, passa per la sua libreria di giochi. Se vi aspettate che, all’uscita di un nuovo grande AAA, questo sia subito su Switch, probabilmente ne rimarreste delusi. Qui i grossi AAA appena usciti non ci sono mai finiti, e quando ci sono finiti avevano sempre compromessi importanti.
Non è per quel tipo di uso che può essere un best buy: può esserlo per chi è interessato alla gigantesca libreria di titoli Nintendo che ormai c’è, e che continua a uscire anche ora nell’epoca di Switch 2, dato che molti giochi sono cross-gen. E può esserlo per chi è interessato a produzioni più piccole e indipendenti, che qui ci sono: ci giocate anche gli Hades, ci giocate i Dispatch, ci giocate i Silksong – quei giochi ci sono e ce ne sono anche tantissimi altri.

E a oggi c’è anche una fornitissima libreria per il retrogaming: Nintendo Switch Online, ad esempio, apre a una libreria di classici molto estesa per giochi di altre epoche storiche, davvero retro. Ma è valido anche per chi è cresciuto con i giochi di fine anni ‘90, come me, dato che ormai su Switch ci sono Final Fantasy VI, VII, VIII, IX, X, X-2, XIII. Ci sono i tre Metal Gear con la Master Collection. Ci sono i Crash Bandicoot, ci sono gli Spyro, Tactics Ogre, Star Ocean. Cloud permettendo ci sono anche i rifacimenti dei Resident Evil, ma in quel caso dovreste giocare stando connessi e si perderebbe un po’ il senso della portabilità.
Chiaro però che la libreria di giochi è davvero immensa, sia per chi vuole giocare piccole perle che per chi vuole recuperare classici rispolverati. E a questo si aggiunge il peso dei giochi Nintendo, se vi piacciono: chiaramente, se non fanno per voi la questione non si pone nemmeno. Ma se vi piacciono le avventure alla Zelda, i platform alla Mario e Yoshi, i tattici alla Fire Emblem, i giochi di ruolo Pokémon, qua c’è oro puro. E, devo dire, per me è una super macchina da giochi a turni e HD-2D – come gli Octopath Traveler che giocati qui sono deliziosi, e ho adorato Triangle Strategy, vissuto interamente su Switch. Carne al fuoco ce n’è tantissima e su Switch Lite effettivamente diventa portatile con pochissimo sforzo.
Una portatile nel vero senso della parola
La perplessità che si può sollevare è che, chiaramente, come performance arriva dove arriva. Ricordate anche non si può collegare alla TV, ma ci si può giocare solo sul suo display da 5,5”, dove però in realtà il compromesso tecnico pesa di meno. A meno che non ci siano problemi di fluidità, come magari in alcune sequenze di Tears of the Kingdom, qui si avverte meno che un gioco richiede compromessi nella definizione, rispetto ad esempio allo schermo da 7” di una Switch OLED.
Perché questo? Perché in entrambi i casi i giochi girano a 1280×720, ma siccome qui lo schermo è più piccolo è anche più denso (267 PPI per Switch Lite, 229 per Switch standard), e quindi è come se si vedesse più nitido, più cristallino, in termini di definizione e caratterizzazione dell’immagine. Chiaramente l’OLED ha tutto il vantaggio dei contrasti e dei colori, non è in discussione, ma sono rimasta sorpresa dal rivedere quanto è nitido questo in tutta la sua piccolezza.

Diciamo che Nintendo Switch Lite è una portatile così come le portatili erano popolari fino a una ventina d’anni fa, all’epoca di Nintendo DS o PSP: dovevano essere qualcosa che ti infilavi facilmente in tasca, un concetto diverso – e un’architettura diversa, va riconosciuto – rispetto a quello che vediamo oggi.
Considerate poi che oggi Nintendo Switch Lite sta dalle parti dei 200€: può essere davvero un affare interessante per chi si è perso tutta la generazione di Switch e vuole una portatile piccola per recuperare anche altre opere. Sottolineo che questa NON si collega a una TV e da questa NON si scollegano i controller, quindi non funziona in tutto come una Switch, dove sganciate i Joy-Con e magari si gioca multiplayer con un amico usandone uno a testa: è una console portatile tradizionale in tutto e per tutto. Per alcuni sarà un limite, per altri no.
Ma, accettato questo, se cercate una console tradizionale in tutto e per tutto, è in questo che potrebbe rendersi interessante. È quasi grottesco da dire ma qualche giorno fa volevo testare alcune cose su Crash Bandicoot 2 e ho finito per farlo su Switch Lite, avendo in casa Switch, Switch OLED e Switch 2. Perché? Perché ero più comoda.

Sembra lecito domandarsi se, in futuro, magari riusciremo a ritrovare compromessi un po’ meno ingombranti delle portatili attuali, anche solo nelle opzioni di scelta che il mercato offre.
Quando si devono includere i giochi AAA ha molto senso costruire il corpo di una portatile intorno a un display da 8″ (in caso contrario, trovo che i dettagli del gioco quasi “non respirano”). Ma, quando si tratta di opere che richiedono magari un po’ meno dettagli, giochi pensati proprio per andare a nozze con la portabilità, allora effettivamente un form factor così portatile è ancora una bella chicca da tenere in considerazione.

