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Sono ormai mesi che Steam Deck risulta completamente esaurita sul mercato europeo: nuove scorte non sono mai arrivate e praticamente tutti i modelli non sono più disponibili da febbraio sullo store ufficiale.
La colpa, come sappiamo, è della crisi delle RAM, che stanno venendo assorbite dai datacenter per l’IA, rei di aver acquistato perfino RAM ancora nemmeno prodotta, con i prodotti per i consumatori che quindi ne rimangono sguarniti.
Interrogata da IGN in merito a future nuove disponibilità di Steam Deck, Valve nella persona del programmatore Pierre-Loup Griffais, ha assicurato di essere al lavoro per portare nuove scorte di Deck, e di stare mettendo in piedi una strategia per mitigare il problema delle RAM.

Quando torna Steam Deck? Le parole di Valve
Purtroppo, al momento Griffais non ha saputo dare una finestra di ritorno possibile per le disponibilità di Steam Deck, ma ha assicurato che è «una cosa su cui stiamo lavorando duramente. Come sapete, ci sono da fare tante considerazioni, sia perché le spedizioni sono complicate, sia per i problemi di scorte delle memorie» ha spiegato il programmatore.
Ma la compagnia sa che c’è domanda per Steam Deck e che i consumatori la vogliono, e per questo sta lavorando per renderla di nuovo disponibile: «stiamo cercando di superare quei problemi, perché siamo consapevoli che ci sono persone che vogliono Steam Deck e che al momento non riescono a trovarla. In alcune regioni c’è ma, in generale, è un problema a cui ci stiamo dedicando tanto».
Ma come fare con il problema delle RAM?
Il merito al problema delle memorie, IGN ha chiesto a Valve come si sta muovendo per cercare di mitigarne gli effetti, sia per il ritorno di Steam Deck che per gli altri futuri hardware di Valve.



«Stiamo cercando di assicurarci di tenere aperte molte opzioni e di collaborare con il maggior numero possibile di produttori diversi. Penso che, in generale, sia una cosa che cerchiamo di fare lungo il processo di design e produzione dell’hardware, dove siamo consapevoli che fare affidamento su un singolo fornitore di un dato componente potrebbe metterci di fronte a una penuria di scorte. E cose come quella vanno a colpire la continuità delle scorte e il prezzo per l’utente finale» ha ragionato Griffais.
Per questo, «fin dal primo momento stiamo cercando di avere a disposizione molte opzioni e questa strategia si sta dimostrando molto utile in un momento. come questo: ci consente di collaborare con le aziende sia grosse che piccole.
Ciò detto, le condizioni che riguardano la disponibilità delle memorie sono globali, in questo momento, quindi c’è un limite a ciò che riusciamo a fare per arginarle. Ma, ad esempio, ci sono state condizioni simili durante il COVID, dove ci sono stati problemi con le scorte di micro-controller e le persone non riuscivano a costruire nulla che richiedesse piccoli chip – e questo colpì qualsiasi settore, dai PC per consumatori all’automotive».
Valve, in quel caso, riuscì a muoversi grazie alla sua possibilità di contare su molti fornitori diversi, anziché affidarsi a uno solo che poi magari potrebbe finire le scorte. Ed è ciò che spera di riuscire a fare anche con le memorie, una volta che l’attuale emergenza si stabilizzerà un minimo.
«Dato che avevamo così tante opzioni sul tavolo, in merito a che tipo di micro-controller utilizzare, riuscimmo a superare quella fase e a tenere comunque delle scorte, in uno scenario in cui forse altre aziende non ci sono riuscite. Ci aspettiamo di attraversare il problema delle memorie nello stesso modo».
Questa strategia, probabilmente, sta permettendo di mettere da parte delle memorie per la produzione di Steam Machine, così da garantirne il lancio e renderlo continuativo. Da capire, invece, quante di queste memorie saranno destinate a un ritorno di Steam Deck su larga sala, considerando che in Europa non abbiamo più visto arrivare nuove scorte.
VIA | IGN


